Produzioni

Re Monnezza

Re Monnezza
Scrittura scenica: Enzo Mirone
Scene e costumi: Marialaura Buonocore
Luci e audio: Antonio Mirone
Responsabile di produzione: Carmen Mascolo

"La vita è solo uno scherzo, e tutto lo dimostra. Una volta lo pensavo, ma adesso lo so per certo" (John Gay - My own epitaph)

Ogni amicizia ha la sua storia e "questa" storia la vogliamo proprio raccontare! Comincia dove finiscono tutte le cose che non servono più, ovvero...nell’immondizia! Ci siamo interrogati, e tutto è cominciato. Meglio giocare e farsi male o non giocare proprio? Se un uomo decide di abbandonare tutto e di rifugiarsi ai margini del mondo laddove vengono ammucchiate tutte le cose che non servono più, cioè nell’immondizia, un motivo pure ci sarà... ma quale?

Una forma di protesta, uno sciopero, un esilio volontario che ha in sè tutta l’amarezza causata da certi "meccanismi" che la vita odierna prima genera e poi subisce. Il nostro uomo allora se ne costruisce una propria, semplice e disincantata, adoperando tutto quello che gli altri buttano via. Si appropria, maldestramente, della sua solitudine, gioiosa e privilegiata, finché un giorno accade qualcosa che gli rivela l'esistenza di una alternativa che ha in sè il pericolo e l'incoscienza di un volo spiccato senza protezioni.

Momenti di grande comicità grassa e talvolta crudele e grottesca, che scaturisce dalle situazioni prima e poi dalla relazione tra i personaggi, si alternano a momenti di disarmante poesia. Non c'è risentimento, né dolore.

Diciamo, semplicemente, le cose cosi come le vediamo e le pensiamo, invitando gli spettatori al riso come alle lacrime ma, soprattutto, ad una ironica riflessione su tutto ciò che ci ostiniamo a considerare naturale ed immutabile. Tutto quello che adoperiamo in scena è stato realmente tolto all'immondizia, ripulito e reinventato adoperando il linguaggio che, per eccellenza, è proprio dei bambini: quello del gioco.

Immagini diverse e suggestive scaturiscono dalla combinazione che, di volta in volta, realizziamo con questi oggetti.